Un mestiere prezioso. La gemmologia, tra arte e professione

Floriana Iacovelli parla di gemmologia con Caterina della Torre, direttore editoriale e general manager di www.dols.it. 

La gemmologia, tra arte e professione

Ne parliamo con Floriana Iacovelli, che opera nel settore da anni. Separata con due figli ormai grandi, dopo una laurea in Scienze Politiche con indirizzo economico-internazionale conseguita a Bari dove tuttora vive e lavora , nel 1988 sceglie di seguire la strada prestigiosa del mondo della gioielleria

Come sei diventata gemmologa?
Ho conseguito il diploma di gemmologo  frequentando i corsi di gemmologia su diamante, perle, pietre di colore e sostenendo gli esami finali per ciascuna materia. Io mi sono diplomata presso l’I.G.I (Istituto Gemmologico Italiano) di Milano – Sesto San Giovanni. Di seguito ho conseguito, presso lo stesso Istituto, il diploma europeo F.e.e.g. (Federation for european education in gemmology). Un percorso affascinante ma piuttosto impegnativo…

Specialità poco valorizzata?
Purtroppo sì, soprattutto in Italia. Basti pensare che non esiste la PROFESSIONE – GEMMOLOGO. A quanto mi risulta in Europa il gemmologo ha un riconoscimento professionale più ampio. L’orientamento generale in tutti i settori merceologici è quello di puntare sempre di più sulla certificazione di qualità;nel settore gioielleria si dibatte ancora molto sulle modalità di adozione di una legislazione che obblighi alla certificazione della natura e della qualità dei materiali impiegati nelle varie fasi dei processi produttivi. Ci sono varie proposte e disegni di legge sulla materia; se ne è ampiamente discusso nel mese di giugno scorso, in occasione del recente Convegno di Gemmologia Scientifica (del cui Comitato Organizzativo ho fatto parte), tenuto proprio a Bari, la città in cui vivo ed opero. Attendiamo positivi riscontri…

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